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VII Congreso mundial de pastoral del turismo. Cancún 2012

Las casas de vacaciones. Una propuesta eclesial de turismo accesible
MESA REDONDA: “HACIA UN TURISMO SOCIAL, RESPONSABLE Y JUSTO” -Su Excia. Mons. Claudio Giuliodori. Obispo de Macerata, presidente de la Comisión episcopal para la cultura y las comunicaciones sociales (Italia). 26 abril 2012


Por: Su Excia. Mons. Claudio Giuliodori. Obispo de Macerata, presidente Comisión episcopal para la cultura y las comunicaciones sociales (Italia) | Fuente: VII Congreso mundial de pastoral del turismo



RESUMEN

El servicio ofrecido por las “Casas de vacaciones”, que en Italia son más de 3.000, es parte integrante del
rostro y de la acción pastoral de la Iglesia italiana. La experiencia italiana, en el sector de la acogida en
estructuras religiosas, asume las características de un “caso” único e irrepetible, dada la singularidad de la
posición histórico-geográfica de Italia.

Roma alberga la sede de Pedro y el “centro” de la Iglesia Católica:
aquí la acogida se ha caracterizado por los principios y los valores religiosos, con los signos de la fraternidad,
de la comunión y de la solidaridad, sobre todo hacia los más indigentes y pobres. La fisonomía de las “Casas
de vacaciones” está formada por una hospitalidad virtuosa, destinada a exaltar la primacía de la persona, el
respeto a las convicciones religiosas, y el pluralismo étnico y cultural. Es una forma de solidaridad concreta
y adecuada, con una aptitud particular para socorrer al necesitado, según las enseñanzas de Jesús.


ESQUEMA

1. La singularidad de las “Casas de vacaciones” en Italia
2. La fisonomía de las “Casas de vacaciones”
3. Las “Casas de vacaciones”, un recurso pastoral
3.1. la evangelización
3.2. la cultura
3.3. la sociedad
4. Los servicios a la persona en las “Casas de vacaciones”


TEXTO

1. La singolarità delle “Case per ferie” in Italia
La riflessione che questo Congresso sta compiendo verte sul turismo come fenomeno tipico della
modernità. In questo contesto ci piace pensare all’uomo, che nella perenne ricerca di luoghi, spazi e tempi
per il suo riposo e la sua rigenerazione, si trova non solo accompagnato ma anche accolto e ospitato. È dalla
qualità dell’accoglienza che si manifesta ed esplicita il volto vero del turismo tanto da diventare segno della
“qualità” stessa dell’offerta turistica. In questa ottica si colloca il servizio offerto dalle “Case per ferie”:
infatti l’esperienza italiana nel comparto dell’accoglienza presso strutture religiose assume le
caratteristiche di un “caso” unico e irripetibile. Essa può essere compresa a partire dalla singolarità della
posizione storico-geografica dell’Italia stessa. Roma ospita la sede di Pietro e il “centro” della Chiesa
Cattolica: qui l’accoglienza si è qualificata secondo i principi e i valori religiosi con i segni della fraternità,
della solidarietà e della comunione. Le sue radici si perdono nei secoli fino ad avere il suo culmine nel XII
secolo quando si registra un’ospitalità, oggi diremmo, fatta di una rete di luoghi. Una rete ampia e
organizzatissima: lungo le vie dei pellegrini, dei mercanti e dei viaggiatori gli ospizi si trovavano a non più di
una giornata di cammino l’uno dall’altro.

Nei tempi che mutano l’accoglienza del pellegrino, del viandante,
del turista è chiamata a farsi organizzazione, impresa, ma “impresa educante”, con tutto ciò che ne
consegue. Sempre rimanendo intatte le motivazioni, lo stile, le dinamiche dell’accogliere che pone al centro
la persona. E, soprattutto, operando sempre a favore di un “turismo accessibile”.

In queste anni in Italia le strutture recettive, le case di accoglienza, i pensionati, in due parole le
“Case per ferie” gestite dalle Diocesi, Parrocchie, Comunità Religiose, Associazioni hanno qualificato,
testimoniato, espresso un atteggiamento tipico della comunità ecclesiale italiana: il volto ospitale della
Chiesa, chiamata ad essere “casa comune” aperta alla speranza per tutti coloro che cercano e vogliono
incontrare Dio. Tanto che i vescovi nella Nota Pastorale “Il volto missionario delle parrocchie in un mondo
che cambia” (2004) al n. 6 affermano che “accogliere” è “la condizione prima dell’evangelizzazione”. E nel
Documento vaticano “Orientamenti per la Pastorale del turismo” (2001) al n. 19 si legge “Non dimenticate
l’ospitalità; alcuni praticandola, hanno accolto degli angeli senza saperlo” (Cfr. Eb 13,2). Queste parole
indicano molto bene il nucleo centrale della pastorale del turismo e lo identificano con uno degli
atteggiamenti fondamentali che devono caratterizzare tutta la comunità cristiana.

Accogliere i
turisti,accompagnarli nello loro ricerca della bellezza e del riposo, deve essere motivato dal convincimento
che – quest’uomo è la prima strada che la chiesa deve percorrere nel compimento della sua missione; egli è
la prima e fondamentale via della chiesa, via tracciata da Cristo stesso, via che immutabilmente passa
attraverso il mistero dell’incarnazione e redenzione (cfr. GIOVANNI PAOLO II, Redemptor hominis, n. 14).


2. La fisionomia delle “Case per ferie”

La conseguente fisionomia tipologica dell’ospitalità della “Case per ferie” italiane risente di metodi
e di stili derivati dal secolare esercizio di virtuosità ospitanti, tese ad esaltare:

- il primato della persona;
- il rispetto delle convinzioni religiose;
- il pluralismo etnico e culturale.

È stata, ed è di fatto, un’accoglienza segnata da:

- un universalismo intrinseco e connaturale;
- da una forma di solidarietà concreta e appropriata;
- a un’attitudine a soccorrere chi si trova disagiato, povero e disabile, concretizzando l’insegnamento
stesso di Gesù, in modalità variamente sperimentate nel tempo.
(cfr. i tre convegni sulle case per ferie promosse dall’Ufficio Cei di riferimento)

In questo ottica si può parlare delle “Case per ferie” di un luogo privilegiato di “turismo accessibile”
(Per turismo accessibile si intende l’insieme di servizi e strutture in grado di permettere a persone con
esigenze speciali la fruizione della vacanza e del tempo libero senza ostacoli e difficoltà. Le persone con
esigenze speciali possono essere gli anziani, le persone con disabilità e le persone con esigenze dietetiche o
con problemi di allergie che necessitano di particolari comodità ed agevolazioni per la pratica del viaggiare).

Ma anche di “turismo sociale” che ha nelle famiglie, nei gruppi organizzati, nelle Associazioni, nelle
comunità parrocchiali e, soprattutto, nei giovani, gli interlocutori privilegiati del mondo sociale ed ecclesiale.
Sul versante di quello che oggi viene definito “turismo religioso” la caratteristica distintiva delle
“Case per ferie” è quella di essere luogo di incontro, ascolto e confronto, di maggiore accessibilità
economica.

L’obiettivo principale di una “Casa per ferie”, in questa ottica, è quello di “far sentire a casa”
l’ospite e fargli percepire che:

- non è un estraneo;
- il luogo è davvero familiare;
- il servizio prestato non è solo un “prodotto” ma un “gesto”;
- quel “gesto” richiama il “carisma” della famiglia religiosa, ordine monastico o comunità che lo
ospita;
- più quella “famiglia” si apre, si allarga e più la “casa” si riempie;
- c’è bisogno di organizzazione, di regole, di orari, di stili, di una modalità altra dell’abitare e dello
stare insieme;
- quella casa è vicina ad altre case ed è inserita in un territorio con la sua storia, le sue tradizioni, le
sue bellezze architettoniche, artistiche e paesaggistiche che ne valorizzano di più anche il ruolo che
svolge;
- quella casa poi non nasconde la sua identità cristiana;
- nello stesso tempo non si sottrae alla responsabilità di connettersi all’organizzazione nazionale,
regionale e locale del turismo

In forza di questa originale dizione di “casa accogliente”, l’accoglienza religiosa trasforma il
semplice alloggio in sperimentabile “dimora dell’uomo”, come dimora di umanità fraterna, come effettiva
possibilità di una vita ricca di valori etici, riconcilianti e pacificanti, fondata com’è su motivazioni spirituali.

Con questa logica l’accoglienza delle strutture religiose si costituisce come luogo eminente di attuazione
pratica e concreta di un “turismo dal volto pienamente umano”. Lungi dall’essere un punto di conflitto o di
concorrenza sleale, essa assume un ruolo di esemplarità, di carattere universale, generatrice di valori
scaturiti dalla fede cristiana. E, a buon diritto, può innestarsi in un “sistema turistico integrato”.


3. Le “case per ferie” risorsa pastorale

La Chiesa Italiana considera l’esperienza delle Case per ferie (più di 3.000 strutture sono censite e
veicolate sul sito www.hospites.it) una “risorsa per l’azione pastorale” ed ha individuato tre campi che
qualificano l’azione della Chiesa:

- l’evangelizzazione: L´accoglienza, cordiale e gratuita, è la condizione prima di ogni evangelizzazione.
Su di essa deve innestarsi l´annuncio, fatto di parola amichevole e, in tempi e modi opportuni, di
esplicita presentazione di Cristo, Salvatore del mondo. Per l´evangelizzazione è essenziale la
comunicazione della fede da credente a credente, da persona a persona. Ricordare a ogni cristiano
questo compito e prepararlo ad esso è oggi un dovere primario della parrocchia, in particolare
educando all´ascolto della parola di Dio, con l´assidua lettura della Bibbia nella fede della Chiesa.
Come ricordano continuamente i vescovi italiani: «Non ci stancheremo di ribadire questa fonte da
cui tutto scaturisce nelle nostre vite: “la parola di Dio viva ed eterna” (1Pt 1,23)».

- la cultura: le strutture di accoglienza religiosa mettono in campo una “diversa cultura
dell’accoglienza” che permea gli altri elementi connessi: quelli generazionali, commerciali, della vita
civile, della famiglia, dell’educazione, della cittadinanza, della stessa viabilità e assetto urbano in
quanto “concorre” a formare anche uno stile ed una mentalità di accoglienza che attinge alla
tradizione solidale cristiana fondata sul rispetto e sulla dignità di ogni uomo.

- la società: le Case per ferie s’inseriscono a pieno titolo nella “città ospitale”, s’innervano nella rete
della recettività, sono attente, nell’ottica appunto dell’accessibilità, alla fasce più deboli della
società (famiglia, giovani, anziani, diversamente abili..) nella logica ormai consolidata del turismo
delle tre “S” (Sociale, Solidale e Sostenibile).


4. I servizi alla persona delle Case per ferie

Non sono commisurati su parametri esclusivamente utilitaristici e/o commerciali o a particolari
strutture: le “Case per ferie” vogliono servire la persona-turista-pellegrino nei suoi bisogni di umanità, di
spiritualità, d’integrazione, di protagonismo, di immersione nella realtà che si visita, di integrazione con i
residenti.

Di qui alcuni atteggiamenti operativi:

- declinare l’accoglienza sulla dimensione etica delle relazioni, sulla professionalità e la competenza
dei gestori;
- manifestare una dedizione responsabile che rispetta le diversità, la cultura dell’ospite offrendo un
ambiente piacevole, gradito e sereno;
- favorire una nuova cultura dell’uomo itinerante valorizzando alcuni elementi tipici della tradizione
cristiana.

Tra le dimensione cristiane che maggiormente si evidenziano nelle Case per ferie possiamo
ricordare:

- la semplicità, che non è inferiorità, ma valore aggiunto perché richiama valori connessi: la sobrietà,
la cordialità, la simpatia e l’empatia, l’essenzialità, il gusto dell’incontrarsi e dello stare insieme, il
raccontare, il pregare, contemplare, ammirare, stupire;
- la bellezza: le Case per ferie della Chiesa servono anche a valorizzare il suo patrimonio artistico e
religioso, offrendo così un percorso di grande valore sociale e culturale.

Nei “nuovi areopaghi” del mondo contemporaneo, tra cui il turismo, “la Chiesa ha molto da dire in
modo originale in quanto è portatrice di una parola di valore assoluto e di una tradizione di valori, che non
possono non arricchire di senso l’uomo del turismo, della vacanza, del viaggio” (cfr. C.E.I., “Parrocchia e
pastorale del turismo”, EDB, 2003).

Attraverso la bellezza dell’arte e dei diversi luoghi (Chiese, Santuari,
Monasteri, Musei…) offre una accoglienza globale e con grande valore aggiunto.

Vengono resi accessibili
luoghi altrimenti non fruibili. Basta pensare all’ospitalità nei monasteri o alle tante strutture in zone
turistiche di montagna, al mare o nelle città d’arte.

In questo contesto di grande respiro le “Case per ferie” parlano, creano atmosfera, si aprono
all’incontro, suscitano una forte interiorità perché ricche di qualità umana e spirituale. Per queste ragioni, e
nella concretezza dell’organizzazione e dei servizi offerti, risultano davvero “accessibili” a tutti e
costituiscono una grande “risorsa” per la missione della Chiesa.







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